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Risultati di Windows Live® Search Struttura articolo
Introduzione; Tra scienza e filosofia; L’insieme, gli elementi e le relazioni; Un modello esportabile
Struttura Termine con cui si definisce l’insieme collegato di quelle parti di un complesso che garantiscono il funzionamento del complesso stesso. In una qualsiasi organizzazione la struttura è l'insieme dell'attività e degli organi che regge l'organizzazione stessa e le consente di funzionare per i suoi scopi. È necessario a tal proposito distinguere due modi di intendere il termine struttura: l'uno scientifico e l'altro filosofico.
In campo scientifico si parla di struttura dell'atomo, di struttura dell'universo, di struttura dell'insieme, di struttura algebrica, di struttura spaziale: in questi settori si tenta di definire una serie di strumenti per valutare le trasformazioni degli elementi interni. In questo senso (scientifico), il termine 'struttura' indica un complesso di leggi che definisce un ambito di oggetti o di enti, stabilendo relazioni tra essi e specificando i loro comportamenti e le loro modalità di evoluzione. In campo filosofico la struttura è l'oggetto di indagine dello strutturalismo, movimento che si sviluppò prevalentemente in Francia negli anni Sessanta del XX secolo a partire soprattutto da alcuni metodi di analisi introdotti nella linguistica. In questo senso resta fondamentale la definizione data dal linguista danese Louis Hjelmslev: la struttura è un'entità autonoma di dipendenze interne, disposte in gerarchie. Una struttura è quindi, anzitutto, una rete relazionale gerarchica dotata di una specifica organizzazione interna.
Gli strutturalisti distinguono le strutture dagli elementi che le compongono: il carattere della struttura è la totalità e gli elementi costitutivi della struttura sono retti da leggi caratteristiche del sistema che conferiscono al tutto proprietà di insieme. Lo strutturalismo linguistico descrive il sistema dei fonemi (vedi Fonologia) di una lingua partendo da questo principio e pertanto le strutture si definiscono tramite una serie di relazioni fra gli elementi.
Le riflessioni sulla struttura si estesero rapidamente all'antropologia, alla critica letteraria, alla psicoanalisi, al marxismo, all'epistemologia. L'ipotesi portante è che gran parte della vita sociale si può pensare e studiare in termini di strutture. Questo modo di analizzare gli oggetti e i fenomeni può risultare molto proficuo dal momento che impone una rappresentazione organizzata e sistematica dell'oggetto a partire dagli elementi in gioco fino ad arrivare alle relazioni che intercorrono fra gli elementi disposti in modo gerarchico. Si pensi al caso in cui si debbano analizzare vari animali. Per individuare una serie di caratteristiche comuni si procede a una semplificazione: si possono identificare ad esempio certi elementi dello scheletro e dell'apparato muscolare e stabilire una rete di rapporti fra questi elementi. Si individua così una struttura comune a più animali, un sistema di relazioni e di differenze tra elementi discreti. Nello stesso modo possono essere descritti vari fenomeni di altra natura quali i costumi alimentari, i giochi, l'abbigliamento, la parentela, i miti, le fiabe. Alla fine degli anni Sessanta Umberto Eco mise in rilievo due punti che dovrebbero caratterizzare il concetto teorico di struttura: in primo luogo, la struttura è un modello inteso come sistema di differenze, nel quale ogni elemento ha senso proprio in funzione della relazione che si instaura tra le loro caratteristiche specifiche; in secondo luogo, caratteristica di questo modello è la sua trasponibilità da fenomeno a fenomeno. Secondo Eco il concetto di struttura ha senso solo se vengono rispettati questi due postulati: solo così si possono fare analisi interdisciplinari instaurando rapporti tra le varie scienze umane e aprendo la strada a un'unificazione del sapere.
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