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Risultati di Windows Live® Search Loggia P2 Loggia massonica italiana coperta (i membri non sono conosciuti dai massoni delle altre logge), sospettata di operare per la realizzazione di un progetto di repubblica presidenziale che emarginasse l'opposizione di sinistra ma soprattutto attiva nel creare una rete di interessi economici illeciti, grazie all’adesione di personaggi del mondo imprenditoriale, giornalistico e politico. La loggia, capeggiata da Licio Gelli, fu sciolta in quanto associazione segreta nel dicembre del 1981, perché sospettata di tramare contro le istituzioni dello stato. Fu quindi nominata una commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dall'onorevole democristiano Tina Anselmi, che concluse i lavori nel 1984. Nella relazione furono confermati sospetti e accuse di collegamenti con uomini dei servizi segreti fin dal 1950 e di coinvolgimento nelle trame antidemocratiche culminate nel terrorismo di destra. Diverso, ma anche contrastato, fu il giudizio che emerse dai provvedimenti giudiziari, che furono più d’uno. Nel 1983 una sentenza del tribunale di Roma prosciolse gli imputati appartenenti alla loggia, che non venne giudicata un'associazione a delinquere, ma la sentenza fu impugnata dal procuratore generale capo Franz Sesti. Nel 1994 la Corte d'Assise di Roma assolse la loggia P2 dall'accusa di cospirazione politica ai danni dello stato.
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