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Introduzione; Tendenze classicistiche nel Medioevo; Il Rinascimento; Il Seicento; Il Settecento e l’Ottocento; Riprese
Classicismo (arte) In storia dell'arte, termine che indica il recupero delle forme artistiche elaborate nella civiltà greco-romana, con particolare riferimento all'arte greca prodotta ad Atene fra il V e il IV secolo a.C., nella cosiddetta età di Pericle. Fondamentale, oltre allo studio dei modelli classici, fu la ripresa degli ideali di armonia e di equilibrio compositivo, che l'estetica classica derivava da presupposti filosofici e morali. In architettura sono detti classici gli ordini dorico, ionico e corinzio (vedi Ordini architettonici greci).
Sviluppatasi nel mondo occidentale in diverse aree e a più riprese nel corso della storia dell'arte, la tendenza classicistica fu spesso contrapposta dai suoi fautori allo stile imperante nel periodo, quale salutare ritorno a un'arte razionale e regolata, contro gli aspetti più disorganici e fantasiosi delle correnti contemporanee. Nel Medioevo del periodo romanico, ad esempio, si volle opporre alla sovrabbondanza dei decori bizantini la purezza e l'essenzialità dell'arte greca: nell'architettura si affermò l'aspirazione alla misura e all'armonia delle proporzioni incarnate dal Colosseo e dalle chiese paleocristiane, mentre tra le arti minori gli avori riproposero temi tradizionali e mitologici attinti dall'antichità.
Benché già nel tardo Medioevo la pittura di Giotto fosse ricca di chiari riferimenti alla scultura antica, fu solo con il Rinascimento che il classicismo trovò una compiuta realizzazione e teorizzazione. Tra i maggiori esponenti dell'arte rinascimentale ricordiamo, per l'architettura, Filippo Brunelleschi, che interpretò magistralmente nei suoi progetti il canone classico dell'equilibrio delle proporzioni. Nella pittura e nella scultura eccelsero Masaccio e Donatello, i quali tuttavia mostrarono un'inquietudine espressiva che li portò a trascendere dal principio dell'imitazione dell'antico, e che li impegnò in una ricerca stilistica più personale. Altri artisti che si rifecero alle forme e ai precetti classici furono i pittori Andrea Mantegna, autore di dipinti e affreschi in cui figure umane imponenti e plastiche si stagliano in paesaggi costellati di architetture greche e romane, e Piero della Francesca, che trasfuse nelle sue composizioni equilibrate e solenni un'aura spirituale nuova. Il classicismo trovò magnifica espressione a Roma, dove tra Quattrocento e Cinquecento furono attivi artisti come Antonio da Sangallo, Raffaello e Michelangelo, la cui opera prelude tuttavia già al manierismo. Dal Veneto e da Venezia in particolare, dove le forme e gli ideali dell'arte greca e romana ispirarono figure come Giorgione e Tiziano, fino ad Andrea Palladio, il classicismo si diffuse nell'Europa settentrionale grazie soprattutto ad Albrecht Dürer e Hans Baldung Grien.
Nel Seicento il gusto per la semplicità e per l'ordine razionale rappresentò la reazione agli eccessi del manierismo, e si contrappose al naturalismo del Caravaggio, anche se il rigore purista del primo Rinascimento lasciò il campo a un atteggiamento più sfumato, più propenso all'espressione di contenuti emotivi. Il classicismo seicentesco in Italia, del quale è massimo esempio la decorazione di Palazzo Farnese (1597-1602) a Roma a opera dei Carracci, conobbe un'importante codificazione teorica nell'opera di Giovan Pietro Bellori; Nicolas Poussin fu invece nello stesso secolo l'esponente più significativo del classicismo francese.
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