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Struttura articolo
Introduzione; Meccanismo d’azione; Principali neurotrasmettitori; Neuromodulatori; Neurotrasmettitori e patologie
Squilibri nella sintesi o nell’azione dei neurotrasmettitori possono essere responsabili di gravi patologie. L’alterazione dei processi nervosi, e quindi l’insorgenza di sintomi patologici, si verifica anche con l’assunzione di sostanze che, per la loro struttura chimica, riescono a occupare i recettori specifici di un determinato neurotrasmettitore e a impedirne l’azione; d’altra parte, un simile meccanismo è alla base dell’azione di alcuni farmaci. Ad esempio, nei malati di morbo di Parkinson la degenerazione delle cellule nervose preposte alla sintesi di dopamina determina la malattia, che può essere contrastata con un farmaco a base di levodopa (molecola che costituisce un precursore nei processi di sintesi di questo neurotrasmettitore). Alcuni farmaci prescritti ai soggetti sofferenti di depressione agiscono rallentando la degradazione della serotonina (fenomeno detto reuptake), in modo che gli effetti di questa sull’umore si prolunghino: tali sostanze sono dette inibitori del reuptake della serotonina. Altri antidepressivi sono gli inibitori della monoamminaossidasi (IMAO) e agiscono inibendo la degradazione della serotonina (vedi Psicofarmaci). Alcune sostanze psicoattive, come la cocaina e le anfetamine, prolungano invece gli effetti della dopamina e possono indurre sintomi analoghi a quelli della schizofrenia.
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