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Cefeidi

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Cefeidi Classe di stelle caratterizzate da luminosità variabile, il cui prototipo è la stella Delta Cephei, scoperta nel 1784 dall’astronomo dilettante John Goodricke. Peculiarità delle Cefeidi è di mostrare incrementi repentini della luminosità, seguiti da diminuzioni molto più lente.

Alla base della variabilità delle Cefeidi vi è un fenomeno spiegato nel 1941 dall’astrofisico britannico Arthur Eddington, ossia la periodica ionizzazione e deionizzazione dell’elio contenuto negli strati superficiali della materia stellare. Eddington riuscì anche a dare una spiegazione fisica della relazione fra la luminosità massima e il periodo di variazione di questa (relazione periodo-luminosità), precedentemente osservata e determinata nel 1912 dall’astronoma statunitense Henrietta Leavitt. È molto importante in cosmologia, perché mette in relazione il periodo di variabilità di una Cefeide con il suo splendore assoluto e consente dunque, una volta misurato il periodo di variabilità, di dedurne la luminosità intrinseca. Confrontando quest’ultima con la luminosità apparente della stella, è possibile quindi dedurre la distanza della stella da Terra. Grazie a questa relazione, ed essendo stelle di grande luminosità e dunque osservabili anche se situate a distanze enormi, le variabili Cefeidi costituiscono uno dei pochi “indicatori di distanza” che gli astronomi abbiano a disposizione.

Nel 1924, proprio mediante l’osservazione di alcune Cefeidi all’interno della nebulosa di Andromeda, l’astronomo americano Edwin Hubble riuscì a dimostrare che Andromeda non era una nube di gas interna alla Via Lattea, ma un’altra galassia, esterna alla nostra, situata a circa 2,2 milioni di anni luce di distanza.

Vedi Stella variabile.

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