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ISS

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Stazione Spaziale InternazionaleStazione Spaziale Internazionale
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1

Introduzione

ISS o Stazione Spaziale Internazionale Stazione spaziale in via di realizzazione, frutto della collaborazione di sedici paesi del mondo: Stati Uniti, Russia, Giappone, Canada, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Francia, Spagna, Germania, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Brasile.

Nata con il nome di stazione Alfa, è stata successivamente ribattezzata Freedom (“Libertà”) per poi tornare a chiamarsi Alfa. Si trova in orbita intorno alla Terra a una distanza di circa 350 km, ossia su una cosiddetta orbita terrestre bassa (LEO, Low Earth Orbit). Una volta completata, avrà una massa di quasi 500 tonnellate, una lunghezza di circa 75 metri e ospiterà sei laboratori scientifici. Gli oltre cento elementi di cui sarà costituita totalizzeranno un volume interno paragonabile a quello di un Jumbo 747. Le particolari condizioni ambientali, di assenza di gravità e di segnali di rumore di varia natura, consentiranno l’allestimento di esperimenti scientifici altrimenti impossibili da realizzare sulla Terra.

L’installazione della stazione ha avuto inizio nel mese di novembre del 1998, con la messa in orbita dei primi due moduli; a partire dall’anno 2000 la ISS è stata sempre abitata da un equipaggio di almeno due astronauti. Dal punto di vista energetico è autosufficiente grazie a due pannelli solari dell’estensione complessiva di circa 2500 m².

Si prevede che per portare in orbita il materiale necessario alla sua costruzione occorreranno in tutto oltre 40 missioni dello space shuttle e dei vettori russi Proton e Soyuz (vedi Esplorazione dello spazio), numerose “passeggiate spaziali” da parte degli astronauti e l’impiego di tecnologie robotizzate. Delle missioni dello space shuttle, le prime venti sono state portate a termine prima del 2006; le rimanenti tredici previste per il completamento della stazione dovrebbero essere svolte entro il 2010.

2

Le fasi dell’assemblaggio

Il programma di sviluppo della Stazione Spaziale Internazionale è suddiviso in più fasi. La prima, iniziata nel febbraio del 1994 e conclusasi nel giugno del 1998, è consistita in una serie di incontri in orbita (rendez-vous) fra lo space shuttle e la stazione russa Mir. Gli astronauti hanno potuto studiare le conseguenze dell’assenza di gravità sul corpo umano e svolgere numerosi altri esperimenti scientifici. Inoltre è stato possibile mettere a punto le procedure di sicurezza per la futura stazione spaziale.

2.1

Dal primo modulo al primo equipaggio

La seconda fase, partita nel novembre 1998, ha visto l’inizio della costruzione vera e propria della stazione, con il lancio del modulo di controllo russo Zarya (“Alba”) e il suo aggancio al modulo statunitense Unity, portato in orbita nel dicembre 1998 dallo space shuttle. È seguito, nel luglio 2000, l’aggancio del modulo di servizio Zvedva (“Stella”), che ha consentito, nell’ottobre successivo, l’insediamento del primo equipaggio. Da allora, la stazione spaziale è stata e sarà sempre abitata: vi si avvicenderanno equipaggi composti da un minimo di tre a un massimo di sette astronauti.

Il primo equipaggio è rimasto a bordo della stazione spaziale per circa quattro mesi, dal novembre 2000 al marzo 2001. Era composto da tre membri, la cui nazionalità sottolineava l’importanza della collaborazione russo-statunitense al programma: il comandante era lo statunitense Bill Shepperd, gli altri due astronauti i russi Yurij Gidzenko e Sergej Krikalev.

Da allora, gli equipaggi si avvicendano sulla Stazione Spaziale Internazionale ogni sei mesi circa. Il loro compito consiste nell’effettuare le operazioni di installazione dei nuovi moduli, la normale manutenzione e gli esperimenti del programma scientifico della stazione.

2.2

Il primo laboratorio

Nel febbraio 2001 fu installato il modulo statunitense Destiny, il primo laboratorio scientifico della stazione e, nel marzo successivo, venne lanciato il primo modulo di fabbricazione italiana, Leonardo, detto anche Multipurpose Logistic Module (MPLM). Questo ha portato a bordo le attrezzature necessarie al funzionamento di Destiny; è stato realizzato dall’Alenia Spazio di Torino e rappresenta solo uno dei numerosi contributi italiani al progetto della Stazione Spaziale Internazionale. Una volta conclusa questa prima missione, Leonardo verrà ricondotto a terra e riutilizzato per portare a bordo della ISS, ormai stabilmente abitata, altre apparecchiature necessarie al suo funzionamento.

Sul modello di Leonardo sono stati realizzati dall’Alenia Spazio altri due cargo: Donatello e Raffaello, quest’ultimo inviato su Alfa nell’aprile del 2001. Nello stesso periodo venne inoltre avviata l’installazione del modulo canadese Mobile Servicing System (MSS), una sezione altamente robotizzata della stazione.

Nel novembre 2007, con la missione dello space shuttle Discovery STS-120, è stato installato il nodo 2, un modulo di collegamento tra due sezioni della stazione adibite a laboratorio, concepito e realizzato interamente in Italia. Alla sua installazione ha contribuito anche un astronauta italiano, Paolo Nespoli.

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