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Fitocromo Pigmento presente negli organismi vegetali, coinvolto nella regolazione di processi come la germinazione, la fioritura, la distensione delle foglie, che si verificano alla presenza di luce.
Il fitocromo è costituito da una molecola proteica alla quale è legata una porzione capace di assorbire luce, detta cromoforo. Tale porzione è formata da una ficobilina, ossia da un tipo di pigmento che è tipico delle alghe azzurre (cianobatteri) e delle alghe rosse, nelle quali agisce da pigmento fotosintetico. Quando una molecola di fitocromo viene irradiata con luce di lunghezza d'onda compresa nella banda del rosso o del rosso lontano, subisce una modificazione, e passa dalla forma denominata Pr alla forma Pfr. In presenza di luce bianca solare, il fitocromo si trova prevalentemente nella forma Pfr, che è quella attiva. Nelle piante il fitocromo sembra essere presente in quantità estremamente basse. La sua distribuzione all’interno di un singolo individuo non è uniforme; esso, infatti, risulta particolarmente concentrato nelle zone meristematiche, cioè nelle porzioni di tessuto ancora indifferenziato localizzate all’apice del fusto e della radice.
Tutte le fasi dello sviluppo della pianta, dalla germinazione dei semi, alla fioritura, alla senescenza, sembrano essere influenzate dal fitocromo, che può agire eventualmente anche attraverso l'interazione con ormoni vegetali. Questi ultimi si comporterebbero come molecole mediatrici fra il fitocromo e la modificazione da esso indotta nell'organismo vegetale. I meccanismi con i quali il fitocromo innescherebbe modificazioni biochimiche significative all'interno della cellula in risposta agli stimoli luminosi non sono ancora del tutto compresi. Essi potrebbero essere di varia natura: vi potrebbe essere un’azione di modificazione della permeabilità delle membrane cellulari, di attivazione degli enzimi oppure un effetto di controllo sui geni. Tali meccanismi non si escludono a vicenda, ma potrebbero coesistere.
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