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Cosmopolitismo

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Cosmopolitismo Dottrina che afferma l’appartenenza dell’uomo al mondo, in una visione che supera la distinzione in razze, etnie o nazioni. Elemento distintivo in età ellenistica delle scuole filosofiche cinica e stoica, il concetto venne ripreso dagli illuministi, i quali vagheggiarono l’instaurazione di un ordine universale basato sulla legge di natura e non sulle differenziazioni storiche.

Nel linguaggio sociologico e giornalistico odierno il termine è stato ripreso per qualificare l’esito del processo di globalizzazione economica e culturale degli ultimi decenni del XX secolo. Oggi, infatti, sotto la spinta dei mass media e di scambi culturali sempre più fitti, si assiste alla nascita di una cultura globale, in cui i valori, i modelli di vita e di consumo, i simboli e gli oggetti, caratteristici delle diverse comunità nazionali e locali, tendono a fondersi e a uniformarsi. Si parla, allora, di cosmopolitismo culturale in riferimento al fatto che le differenti culture, messe a contatto diretto, sia fisicamente nello stesso spazio a causa dei fenomeni di immigrazione, sia simbolicamente mediante i mezzi delle comunicazioni di massa, attribuiscono ad alcuni beni di consumo (per esempio i blue-jeans, la Coca-Cola® ecc.), ad alcuni prodotti culturali in senso stretto (film, musiche, spettacoli ecc.), ad alcuni valori (la pace, la vita umana ecc.) significati universalmente validi.

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