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Agnizione

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Agnizione Nell'intreccio di uno spettacolo teatrale, il termine indica il riconoscimento improvviso di un personaggio la cui vera identità era rimasta fino ad allora sconosciuta.

Nel teatro greco venne utilizzato da Euripide, ma fu soprattutto espediente abusato dagli autori della Commedia Nuova e da Menandro, dai quali passò agli autori latini (Terenzio e Plauto). A partire da allora l'agnizione divenne un elemento costante del teatro occidentale e, in seguito, della narrativa popolare: dalla commedia del Rinascimento (italiana, spagnola ed Elisabettiana) alla Commedia dell'Arte, dalla produzione del periodo Barocco al dramma romantico, dal mélo al romanzo d'appendice.

Il momento dell'agnizione introduce solitamente lo scioglimento finale della trama, determinando il coronamento di amori contrastati e il lieto fine. Uno schema tipico di intreccio concluso da un'agnizione è infatti quello che vede protagonisti due innamorati il cui matrimonio è impedito dalla differenza di rango sociale. Nel finale, si scopre che il personaggio che apparentemente appartiene alla famiglia più umile è stato, in realtà, abbandonato dai genitori naturali quand'era ancora in fasce, e che le sue vere origini sono nobili tanto quanto quelle dell'amato o dell'amata.

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