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    Per Guerre mitridatiche si intendono una serie di conflitti tra la Repubblica romana ed il Ponto che si combatterono tra l' 88 e il 63 a.C.. Prendono il loro nome da Mitridate VI ...

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Guerre mitridatiche

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Mitridate VI EupatoreMitridate VI Eupatore

Guerre mitridatiche Serie di conflitti combattuti nel I secolo a.C. da Roma contro Mitridate VI Eupatore, re del Ponto, le cui mire espansionistiche minacciavano seriamente i domini romani in Asia Minore.

La prima guerra mitridatica si combatté dall’88 all’84 a.C.: nell’88 Mitridate aveva infatti invaso la provincia romana d’Asia, ove fu accolto come un liberatore – quasi fosse un nuovo Alessandro Magno – ottenendo la dedizione spontanea di molte città e massacrando numerosi cittadini romani ivi residenti; inoltre si erano inaspriti i suoi rapporti con il re filoromano Nicomede di Bitinia, il cui regno divenne satrapia di Mitridate. Che il pericolo mitridatico fosse davvero serio, lo dimostrarono gli eventi successivi: anche la maggior parte degli stati greci dell’Ellade, infatti, si ribellò a Roma per sposare la causa antiromana del re del Ponto.

I romani, che uscivano faticosamente dall’esperienza della guerra sociale e che iniziavano ad assistere all’inarrestabile ascesa di Lucio Cornelio Silla, affidarono a quest’ultimo la gestione della guerra mitridatica, conclusasi tuttavia – dopo le vittorie romane a Cheronea e Orcomeno – con una pace frettolosa, poiché a Silla premeva tornare a occuparsi di politica interna; Mitridate, il cui regno fu notevolmente ridimensionato, riebbe il rango di re amico del popolo romano.

La seconda guerra mitridatica si combatté dall’83 all’81 a.C. e consistette in un fallimentare assalto al Ponto da parte dei romani, guidati dal generale Lucio Licinio Murena, luogotenente di Silla: non solo Mitridate respinse l’offensiva romana, ma negli anni successivi riprese la sua spinta espansionistica. Il fattore scatenante della terza guerra mitridatica, combattuta dal 74 al 63 a.C., fu invece il possesso della Bitinia, che il re Nicomede aveva lasciato in eredità al popolo romano; una prima fase della guerra (durata fino al 71 a.C.) vide le vittorie del generale Lucio Licinio Lucullo, che liberò la Bitinia e scacciò il re dal Ponto; nella seconda fase (dal 66 al 63 a.C.) ad assumere il comando delle legioni romane, una rivolta delle quali aveva consentito la riorganizzazione del regno di Mitridate negli anni 68-67 a.C., fu Pompeo Magno.

Il re del Ponto, sconfitto da Pompeo, costretto a fuggire e abbandonato infine anche dal figlio Farnace – oltre che dagli altri precedenti alleati – si fece uccidere nel 63 a.C.; l’anno successivo il Ponto fu aggregato alla Bitinia, costituendo la nuova provincia di Ponto e Bitinia. Con la morte di Mitridate Roma perdeva il suo antagonista più pericoloso tra i re orientali, erede congiunto della tradizione dei re ellenistici e dei sovrani iranici, i cui maggiori errori si rivelarono però di strategia militare e di cattiva gestione dei rapporti con i suoi sudditi.

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