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Risultati di Windows Live® Search Guerre tarantine Serie di conflitti combattuti nel primo quarto del III secolo a.C. tra Roma e la colonia greca di Tarentum (l’odierna Taranto), alleata con Pirro, re dell’Epiro. I romani avevano di molto accresciuto il proprio peso politico in Italia centrale dopo i successi riportati all’inizio del III secolo a.C. ai danni degli etruschi e di alcune popolazioni galliche, tanto che anche alcune colonie della Magna Grecia (tra le quali Turi, forse già nel 285 a.C.) avevano esplicitamente chiesto la protezione di Roma, trasformatasi tuttavia ben presto in una sorta di occupazione militare, vero e proprio inizio della conquista dell’Italia meridionale. Nel 282 a.C., inoltre, l’incidente diplomatico causato dall’ingresso di dieci navi romane nel porto di Taranto, in violazione a un vecchio trattato di pace concluso nel 303 a.C., coinvolse ancor di più Roma nelle dinamiche politiche delle colonie magnogreche, che – dopo la morte di Agatocle, tiranno di Siracusa, e di Demetrio Poliorcete, re di Macedonia – apparivano prive di punti di riferimento e dunque assai vulnerabili. La guerra con Taranto non tardò a scoppiare e, subito dopo la sua dichiarazione (nello stesso 282 a.C.), i romani mossero alla conquista della città. I tarantini chiesero allora aiuto a Pirro, il quale accettò con entusiasmo: sognava infatti, come il suocero Agatocle, una riunificazione sotto la sua guida dei greci d’Italia e di Sicilia, che avrebbero così fatto fronte alle minacce cartaginesi e romane. L’invio di una prima guarnigione (281 a.C.) portò alla liberazione di Taranto dagli invasori romani; l’anno successivo sopraggiunse il grosso dell’esercito epirota, che si avvaleva – fattore di grande sorpresa per i romani – dell’utilizzo di elefanti: Roma subì due gravi sconfitte, a Eraclea (280 a.C.) e ad Ascoli Satriano (279 a.C.). La pace imposta da Pirro stava per essere accettata dai romani in grave difficoltà (278 a.C.) quando sopravvennero due nuovi fattori: l’intervento dei cartaginesi, che stipularono con Roma un trattato di alleanza, e le velleità di Pirro di conquistare la Sicilia, impresa che lo vide vanamente occupato per circa due anni. Al suo ritorno in Italia, infatti, nella celebre battaglia di Benevento (275 a.C.), fu sconfitto dall’esercito – nel frattempo ben riorganizzato – del console romano Manio Curio Dentato e dovette porre termine alla sua spedizione per far ritorno in Epiro. Nel 272 a.C. Taranto fu del tutto sottomessa alla dominazione romana e costretta a concludere un’alleanza militare; Roma iniziò, a partire da questo momento, a esercitare una sistematica forma di controllo su ampi territori dell’Italia meridionale, mediante altre alleanze di questo tipo (ad esempio con Metaponto, Turi, Locri), attraverso la creazione di nuove colonie, o – addirittura – procedendo ad annessioni (come quella dell’area boschiva della Sila) al demanio (ager publicus).
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