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Architettura cisterciense

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Abbazia di Tintern, GallesAbbazia di Tintern, Galles

Architettura cisterciense Architettura tipica delle costruzioni dell’ordine monastico dei cisterciensi, fondato nel 1098 a Cîteaux, in Francia, da un gruppo di monaci benedettini; nata e sviluppatasi all’interno del romanico borgognone, se ne differenzia per alcune caratteristiche peculiari, e per l’introduzione precoce di alcuni elementi che conobbero grande sviluppo nel periodo gotico.

I principi della nuova architettura religiosa furono stabiliti da Bernardo di Chiaravalle, che nel 1115 fondava a Clairvaux (Chiaravalle, in italiano), nei pressi di Digione, una nuova abbazia figlia di Cîteaux. Nel 1134, in occasione del rinnovamento del complesso cisterciense di Saint-Denis, Bernardo enunciò per la prima volta alcune regole base del fare architettonico cisterciense, che possono essere così sintetizzate: rigettata ogni decorazione dipinta o scolpita, bandito anche l’uso delle vetrate variopinte, le abbazie dovevano rispecchiare la sobria severità della regola benedettina sia nella struttura degli edifici sia nella collocazione, che doveva essere posta in luoghi isolati, sottolineando inoltre la chiusura al mondo terreno attraverso la costruzione di alte mura di cinta tutt’attorno al complesso. L’interno della chiesa doveva essere rigorosamente spoglio, privo di ornamenti, affreschi o arredi preziosi, in quanto tutto ciò poteva rappresentare una distrazione dalla preghiera e dalla contemplazione divina.

All’interno del recinto dell’abbazia, la disposizione degli edifici seguiva sempre il medesimo schema: la chiesa era orientata con l'abside a est, e aveva la parete meridionale adiacente al chiostro quadrangonale. Su quest’ultimo si aprivano, lungo il lato sud, il refettorio, la cucina e il calefactorium (ambiente riscaldato); dal portico occidentale si accedeva all'ala dei conversi e al cellarium (dispensa); sul lato orientale erano infine situati la sala capitolare, il parlatorio e una sala di riunione dei monaci, sopra i quali si trovava il dormitorio. Attorno al monastero venivano costruiti alcuni edifici di servizio necessari alla vita dell’abbazia: una foresteria, una cappella destinata alle donne e agli stranieri, granai, stalle e laboratori di vario genere. Architetti dei complessi cisterciensi erano gli stessi monaci, che progettavano gli edifici e partecipavano ai lavori della costruzione.

La chiesa cisterciense, come gran parte dell’architettura ecclesiastica secolare in Borgogna, era a pianta basilicale a tre navate: la maggiore, divisa in campate rettangolari coperte da volte a botte, si concludeva nell'abside rettangolare; il transetto, privo di absidi, era arricchito in alcuni casi da un deambulatorio rettangolare. La facciata era solitamente introdotta da un portico, e il campanile era assente. Con un certo anticipo rispetto al graduale sviluppo su scala europea del romanico nel gotico, nelle chiese cisterciensi vennero adottati l'arco acuto, le volte ogivali, i pilastri compositi. Il monastero incluse inoltre sempre un edificio adibito al lavoro, una grangia e una forgia, costruzioni sostenute da nudi contrafforti murari esterni e coperte da tetti lignei a capriata. Tra gli esempi più rappresentativi dell’architettura cisterciense spicca la chiesa abbaziale di Fontanay, in Francia, eretta tra il 1139 ed il 1147; il modello di Clairvaux fu applicato comunque nella costruzione di tutte le abbazie dell'ordine in Europa, con alcune varianti locali. In Italia, l'abbazia di Chiaravalle vicino a Milano fu dotata di un alto tiburio e venne rifinita lasciando il cotto a vista, secondo la tradizione architettonica lombarda. Dalla fine del XII secolo il ruolo di modello per i nuovi complessi cisterciensi passò all'abbazia di Pontigny, nella quale sono presenti tratti caratteristici del nuovo stile gotico: volte non più a botte, ma a crociera costolonata; campate sostenute da pilastri compositi; aperture più ampie; proporzioni più maestose. In questa linea si collocano alcune abbazie dell’Italia centrale, tra cui ricordiamo quella di Fossanova, nelle vicinanze di Roma (consacrata nel 1208) e quella di San Galgano, vicino a Siena (1218 ca.).

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