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Antonio da Sangallo il Giovane

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Palazzo Farnese, RomaPalazzo Farnese, Roma

Antonio da Sangallo il Giovane Soprannome di Antonio Giamberti (Firenze 1483 - Roma 1546), architetto e ingegnere militare italiano, nipote di Giuliano da Sangallo e di Antonio il Vecchio, dei quali fu allievo.

A partire dal 1503 si stabilì a Roma, dove poté studiare l’architettura classica e stringere contatti con Bramante. Nella città capitolina organizzò un laboratorio di collaboratori e ottenne importanti commissioni. Tra gli edifici civili sono da ricordare Palazzo Baldassini (1510-1520 ca.), Casa Del Pozzo in Borgo, Palazzo Ricci-Sacchetti, il palazzo di via Monserrato e la Zecca (1523-24); tra gli edifici religiosi sono di particolare importanza la chiesa di Santa Maria di Loreto al Foro Traiano (1518-1527) e la Cappella Paolina (1540-1546) in Vaticano: in San Giovanni dei Fiorentini e Santa Maria di Monserrato fu autore di interventi parziali.

Il capolavoro di Antonio è senza dubbio Palazzo Farnese a Roma, iniziato nel 1517 e completato in seguito da Michelangelo; maestoso e di proporzioni misurate, fu modello per numerosi edifici cinquecenteschi.

Per i Farnese Antonio progettò inoltre il Castello di Capodimonte (dal 1518) e la rocca a Caprarola (1521-1527), trasformata poi in villa dal Vignola. Tra il 1526 e il 1535 lavorò alla Santa Casa di Loreto. Delle numerose sue opere di carattere militare, vanno ricordate la Fortezza da Basso a Firenze (1534-1537) e la Rocca Paolina a Perugia (1540-41); come ingegnere civile realizzò, su commissione di papa Clemente VII, il Pozzo di San Patrizio a Orvieto (1528-1537).

Dal 1516 succedette allo zio Giuliano come assistente di Raffaello nei lavori per San Pietro, alla morte del maestro (1520) divenne capomastro del cantiere; nel 1536 fu nominato architetto pontificio. Il suo progetto per la basilica (sulla base del quale fu realizzato un modello in legno, tuttora conservato in Vaticano) fu aspramente criticato da Michelangelo.

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