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Zuccari, Federico

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Palazzo Zuccari, RomaPalazzo Zuccari, Roma

Zuccari, Federico (Sant'Angelo in Vado, Urbino 1542 - Ancona 1609), pittore e architetto italiano, autore di celebri trattati nei quali elaborò i fondamenti teorici del manierismo.

Allievo e collaboratore del fratello Taddeo (diede il suo contributo agli affreschi di Villa Farnese a Caprarola e alla decorazione della Sala Regia in Vaticano), lavorò oltre che a Roma anche in varie altre città dell'Italia centrale e settentrionale: a Firenze portò a termine alcune decorazioni cominciate da Giorgio Vasari nella cupola di Santa Maria del Fiore; a Venezia dipinse nella Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale l'affresco Il Barbarossa prostrato davanti al papa (1582).

Inoltre viaggiò e lavorò a lungo in diversi paesi europei: nel 1575 fu a Londra, dove eseguì i ritratti di Elisabetta I d'Inghilterra e di Maria Stuart; negli anni 1585-1588 visse e operò a Madrid, al servizio di Filippo II di Spagna, dove dipinse tra l'altro diversi retablos (pale d'altare) per il monastero dell'Escorial.

Il gusto per la decorazione elaborata e per l'artificio compositivo si espresse inoltre negli affreschi per l'oratorio di Santa Lucia del Gonfalone a Roma, realizzati a più mani (vi parteciparono tra gli altri anche Livio Agresti, Marco Pino, il Bertoja, Raffaellino da Reggio), e nell'ornamentazione scultorea dello stesso palazzo dell'artista in via Gregoriana (1590-1598 ca.), nel quale spicca l'enorme mascherone del portale.

Ma l'attività forse più rilevante di Federico Zuccari dal punto di vista della storia dell'arte fu quella di insegnante presso l'Accademia di San Luca, prestigioso istituto romano di pittura, di cui l'artista fu presidente a partire dal 1593. Grande influenza ebbe sulle giovani generazioni di pittori l'insegnamento teorico dello Zuccari, incentrato sulla necessità di un sicuro controllo concettuale del fare artistico, da raggiungersi in primo luogo attraverso la fase del disegno preparatorio e dello studio dei modelli. L'artista espose tali posizioni in alcuni trattati, tra cui il più famoso fu Idea de' pittori, scultori e architetti (1607): l'opera inaugurò la tradizione degli scritti artistici rigorosamente teorici, non biografici come in passato né di impronta matematica come era stato per i trattati sulla prospettiva del Rinascimento.

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