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Risultati di Windows Live® Search Maine de Biran Pseudonimo di Marie-François-Pierre-Gonthier de Biran (Bergerac 1766 – Grateloup 1824), filosofo francese. Guardia del corpo di Luigi XVI, ai margini della scena politica nel corso della Rivoluzione e in seguito avversario di Napoleone, venne nominato membro del Consiglio di stato nel 1816. Negli ultimi anni di vita, fondò una società filosofica assieme a Victor Cousin, che dopo la sua morte curò l’edizione postuma delle sue opere. Determinante per l’elaborazione del suo pensiero fu l’incontro, avvenuto nel 1789, con Pierre-Jean-Georges Cabanis e Antoine-Louis Claude Destutt de Tracy, fondatori di quella nuova scienza delle idee nota con il nome di “ideologia”. Inaugurando la nozione di “senso intimo”, Maine de Biran ricondusse ogni attività conoscitiva all’analisi dei dati forniti dalle attestazioni della coscienza, intesa come sede della volontà e premessa necessaria dell’esperienza e delle forme in cui essa si manifesta. Contro Cabanis egli negò pertanto la riduzione dell’esperienza sensibile, sia interna sia esterna, alla fisiologia, inaugurando una metafisica spiritualista, incentrata sul primato dell’introspezione e dell’attività dell’io, che avrebbe trovato uno dei suoi maggiori interpreti in Henri Bergson. Tra le principali opere di Maine de Biran, per la maggior parte pubblicate postume, si ricordano Sull’influenza dell’abitudine sulla facoltà di pensare (1802-1803), Memoria sulla scomposizione del pensiero (1805), Sui rapporti tra il fisico e il morale nell’uomo (1811), Saggio sui fondamenti della psicologia (1812), Nuovi saggi di antropologia (1824).
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