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Srebrenica

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Srebrenica Cittadina della Bosnia-Erzegovina orientale, nella Repubblica serba, una delle due entità confederate in cui si suddivide il paese; è situata circa 70 km a sud-est di Tuzla.

Le origini della città, come testimoniano i monumenti locali, risalgono almeno al XIV secolo. All’inizio del Cinquecento, dopo essere stata soggetta a vari potentati, Srebrenica entrò a far parte dell’impero ottomano, rimanendovi per quasi quattro secoli. Dal 1918 al 1991 fece parte della Iugoslavia.

Durante la guerra civile iugoslava, esplosa nel 1991, Srebrenica divenne una delle sei “zone di sicurezza” protette dai Caschi Blu delle Nazioni Unite; nel luglio 1995 fu tuttavia occupata dalle truppe serbe, che si resero protagoniste di un’efferata strage ai danni della popolazione civile musulmana. Furono più di 8000 le vittime del massacro (il più grave commesso in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale), che una sentenza della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite del febbraio 2007 ha definito “genocidio”.

Prima dell’inizio della guerra civile, Srebrenica aveva una fabbrica metallurgica e miniere di piombo, zinco e oro; il nome della città significa “miniera d’argento”. È scampato alle distruzioni del conflitto l’impianto termale con acque minerali naturali contenenti ferro e arsenico. Dopo la fine del conflitto, la città è stata in parte ripopolata con immigrati serbi.

Abitanti: 37.211 (1991).

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