Figura centrale della letteratura impegnata del periodo compreso tra le due guerre, Paul Nizan fu "riabilitato" solo a partire dagli anni Sessanta, dopo che all'indomani della Liberazione il Partito comunista francese ne aveva condannato i romanzi. La sua opera rappresenta uno dei rari esempi francesi di romanzo politico di qualità. Aspro, lucido, appassionato e pessimista, Paul Nizan rifiutò sempre l'idea che un'utopia sociale potesse giustificare la morte di un uomo, al punto di rimettere in questione la volontà di "cambiare il mondo" proclamata da alcuni dei suoi personaggi.