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Il ritratto nella pittura italiana Il ritratto nella pittura italiana
Palma il Vecchio: Ritratto femminile Palma il Vecchio: Ritratto femminile

Il ritratto nella pittura italiana

La storia della ritrattistica è influenzata dai principi teorici ed estetici dell'arte figurativa in generale e rivela una continua alternanza tra esigenze idealizzanti e celebrative, e tendenze realistiche e oggettive. Il ritratto fisionomico, quello cioè che riproduce con la massima aderenza al vero i tratti fisici e psicologici del soggetto raffigurato, si afferma nella Grecia ellenistica: precedentemente aveva dominato il ritratto cosiddetto tipologico, finalizzato cioè a mettere in evidenza il ruolo o l'importanza sociale del soggetto. L'istanza realistica continua poi nella ritrattistica romana, influenzata anche dall'arte etrusca e italica, ma lascia il posto, nell'ultimo periodo dell'impero e in seguito per tutto il periodo bizantino e medievale, a esigenze di carattere simbolico-idealistico. Un nuovo naturalismo nel ritratto si afferma in Italia con Giotto e trionfa con l'Umanesimo, nell'esaltazione dell'immagine dell'uomo come individuo, accompagnandosi comunque all'intento celebrativo (una mirabile sintesi di questi concetti si può qui riscontrare nel ritratto di Ludovico il Moro del Maestro della Pala Sforzesca). La dialettica tra realismo e celebrazione allegorica, tra mera imitazione e ideale rappresentazione, o la commistione delle due tendenze, continua durante il Rinascimento – dall'idealizzazione di Leonardo da Vinci (come nella celebre Gioconda, nelle cui sembianze il pittore sembra voler riprodurre l'ideale dell'eterno femminino), all'acuta analisi psicologica di Tiziano (non scevra comunque di intenti celebrativi, come nel ritratto del Duca d'Alba qui riportato), ai "ritratti in azione" di Giovan Battista Moroni (come questo Sarto colto nell'atto di volgersi verso qualcuno) estremamente realistici e dalla forte analisi introspettiva – e nei secoli successivi, come dimostrano il ritratto di soggetto mitologico della Flora di Rosalba Carriera, allegoria di ambientazione arcadica com'era in uso nel rococò settecentesco, e quello, celeberrimo, del conte di Cavour di Francesco Hayez, che ripropone il realismo romantico di ambientazione borghese tipico dell'Ottocento. Esemplificativo della ritrattistica novecentesca è infine il dipinto di Amedeo Modigliani dedicato a Madame Zborowska, in cui appare evidente come le tendenze innovatrici dell'arte di questo secolo superino il principio dell'imitazione: l'istanza di approfondimento psicologico e di una radicale individualizzazione del soggetto giunge ad operare un'estrema semplificazione dei tratti o addirittura una loro trasfigurazione astratta.
Maestro della Pala Sforzesca: Ludovico il Moro
Maestro della Pala Sforzesca: Ludovico il Moro
Maestro della Pala Sforzesca: Ludovico il MoroMaestro della Pala Sforzesca: Ludovico il Moro Leonardo da Vinci: La GiocondaLeonardo da Vinci: La Gioconda Tiziano: Il duca di AlbaTiziano: Il duca di Alba
Moroni: Il sartoMoroni: Il sarto Carriera: FloraCarriera: Flora Hayez: Camillo Benso conte di CavourHayez: Camillo Benso conte di Cavour
Modigliani: Madame ZborowskaModigliani: Madame Zborowska
Compare in:
Ritratto; Pittura; Arte italiana
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