La fuoriuscita di sangue da un vaso lesionato viene tamponata attraverso un processo detto emostasi, che avviene in tre fasi. In un primo momento, si verifica la vasocostrizione locale, favorita dalla liberazione di serotonina e altre sostanza vasocostrittrici da parte delle piastrine: in tal modo, si riduce l'entità della perdita. La seconda fase consiste nell'agglutinazione delle piastrine e la formazione di un tappo piastrinico che occlude rapidamente la lesione. Questo tappo è temporaneo e viene trasformato in un coagulo grazie alla precipitazione del fibrinogeno, proteina solubile, in fibrina, insolubile. Questo fase costituisce il terzo stadio dell'emostasi, ossia la coagulazione: interviene una cascata di reazioni che, attraverso la liberazione di diversi fattori presenti nel sangue e rilasciati dal tessuto lesionato e dalle piastrine, determina la sintesi della fibrina. Le molecole della fibrina costituiscono una sorta di rete tridimensionale nella quale vengono intrappolati gli elementi figurati del sangue (piastrine, globuli bianchi e rossi).