Il percorso poetico di Giuseppe Ungaretti (qui fotografato insieme al critico letterario Domenico Porzio) si svolse attraverso tre fasi distinte: un primo momento in cui il poeta, influenzato dal simbolismo francese, si concentrò sull'isolamento e l'esaltazione della parola singola, con poesie brevissime composte da versi a loro volta brevissimi. Seguì, negli anni Trenta, il ritorno a forme metriche più tradizionali e, infine, l'approdo a una poesia di carattere meditativo, densa di riflessioni sul destino dell'uomo e caratterizzata dall'utilizzo di strumenti stilistici ripresi dalla tradizione lirica italiana, da Petrarca a Leopardi.