Due ritratti su dagherrotipo, montati in eleganti portafoto a quaderno. Uno dei difetti più gravi del dagherrotipo era la sua fragilità: il sottile deposito biancastro che si creava in fase di sviluppo nelle zone della lastra impresse dalla luce, e che restituiva dunque l'immagine delle parti chiare del soggetto ripreso, si graffiava e staccava facilmente. Per conservarlo, si metteva allora il dagherrotipo sotto vetro, entro telaietti appositi.