Nel dicembre 1999, in occasione del vertice di Seattle del WTO (l'Organizzazione mondiale per il commercio), sulla scena internazionale fece la sua comparsa un forte movimento di critica alle politiche di globalizzazione sostenute dai massimi organismi economici e finanziari internazionali (WTO, FMI e Banca mondiale) e dalle maggiori potenze industriali riunite nel G8. Definito "popolo di Seattle" oppure "movimento no global", questo nuovo movimento è estremamente differenziato al suo interno, sia per quanto riguarda le problematiche affrontate (ambientalismo, pacifismo, solidarismo, diritti umani, lotta alla povertà, cancellazione del debito dei paesi del Terzo Mondo ecc.), sia nei metodi di lotta adottati. Diffusosi in pochi anni in tutto il mondo e in particolare nei paesi occidentali, il movimento ha avuto una clamorosa crescita in Italia. In occasione del vertice dei paesi del G8 che si svolse a Genova nel luglio 2001, il movimento "no global" italiano organizzò un "controvertice" al quale presero parte centinaia di migliaia di persone. Le manifestazioni furono purtroppo funestate da violenti incidenti e dalla morte di un giovane di 22 anni, rimasto vittima di un colpo esploso dalla pistola di un carabiniere. Nelle foto, due momenti delle manifestazioni genovesi. Nella prima, migliaia di mani dipinte di bianco simboleggiano il carattere pacifico della protesta; nella seconda, un gruppo dei cosiddetti "black bloc" ingaggia un violento scontro con la polizia (sullo sfondo).