Durante tutto il XX secolo il conflitto sorto per il possesso dei territori della Palestina ha trasformato milioni di persone in profughi. Il fenomeno acquistò un'immane dimensione a partire dal 1948, in seguito alla proclamazione dello Stato israeliano e allo scoppio della prima guerra arabo-israeliana. Da allora, milioni di palestinesi vivono concentrati in precari campi profughi, dislocati sia nei cosiddetti "territori occupati" (Cisgiordania, Gaza e Gerico), sia in Libano, Giordania, Siria. Il problema dei profughi continua a costituire uno dei più seri ostacoli al processo di pace israelo-palestinese. L'immagine mostra lo scorcio di un campo profughi allestito a Baquar, in Giordania, e fu scattata nel novembre del 1968. Dopo la Guerra dei Sei giorni (giugno 1967), durante la quale l'esercito israeliano colpì la Siria, la Giordania e la penisola del Sinai, ingrandendo di oltre quattro volte il proprio territorio a spese degli stati confinanti, la situazione dei profughi nei paesi attorno a Israele divenne ancor più drammatica.