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"Spesso faccio un sogno strano e insinuante: / una donna che non conosco, ma che amo, riamato, / e che, ogni volta, non è mai la stessa, / senza essere del tutto diversa, ma che mi ama e mi capisce. // Lei mi capisce, e il mio cuore trasparente / per lei sola, ahimé, smette di essere un problema / per lei sola, e l'umido pallore della mia fronte / lei sola sa rinfrescare, con il pianto." Sono le due quartine del sonetto Sogno familiare (Mon rêve familier) di Paul Verlaine, tratto dalla raccolta Poemi saturnini (1866), ancora legata nelle forme alla ricercatezza stilistica parnassiana, ma già aperta alle suggestioni tematiche che apriranno la strada al simbolismo: l'introspezione onirica rappresentata da questi versi ne è un significativo esempio.