La politica estera nazista perseguiva due obiettivi principali: in primo luogo la revisione del trattato di Versailles, che ancora penalizzava la Germania uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale, e in un secondo momento l'affermazione di questa come potenza egemone in Europa. Nel 1935 Hitler riacquisì il territorio della Saar, l'anno successivo occupò la Renania, che era stata smilitarizzata, nel marzo del 1938 completò l'annessione dell'Austria (Anschluss), e nell'ottobre dello stesso anno incorporò nel Reich la regione dei Sudeti, sulla base del patto di Monaco. Una volta imposto il protettorato tedesco sulla Boemia e la Moravia nel 1939, Hitler passò da una politica estera di impronta prevalentemente revisionistica ad una apertamente imperialistica, che sei mesi più tardi sfociò nell'invasione della Polonia e nello scoppio della seconda guerra mondiale.