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Culto del cargo

Culto del cargo
A partire dalle esplorazioni geografiche del XV secolo, l'incontro tra gli europei e gli altri popoli del mondo – dettato soprattutto dalle politiche di sfruttamento di ogni tipo di risorsa, naturale o umana, che i nuovi territori offrivano – avvenne spesso in circostanze drammatiche e determinò, presso i popoli colonizzati, una disgregazione o una ristrutturazione dell'universo culturale e sociale tradizionale. Gli esiti culturali della colonizzazione sono particolarmente evidenti nel campo religioso. Infatti, l'arrivo degli europei occasionò la nascita di molti nuovi culti, prodotti dalla commistione di elementi delle religioni tradizionali e di quelle portate dai colonizzatori, in particolare il cristianesimo (si pensi ad esempio alla macumba, al candomblè, al vudù ecc.). A volte i nuovi culti risultarono invece dalla fusione di elementi più eterogenei. È il caso del "culto del cargo", sviluppatosi agli inizi del XX secolo nell'area melanesiana; qui, al culto tradizionale degli antenati si unì quello per gli elementi della civiltà industriale, rappresentati dalle merci portate nelle colonie dalle navi mercantili. Nella pratica religiosa melanesiana entrarono così oggetti di consumo della vita quotidiana europea, ma soprattutto i simboli del mondo bianco, come monete, bandiere, immagini dei regnanti ecc. Nella foto, un sacerdote del "culto del cargo" ha allineato accanto a sé alcune fotografie, tra cui una del duca di Edimburgo.
C. Doowell/Hutchison Library
Compare in:
Culto del cargo; Sincretismo; Acculturazione; Colonialismo
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