Dopo aver completato i propri studi a Parigi, Ismail Pascià succedette allo zio nella carica di viceré in Egitto. Durante il suo regno intraprese una massiccia opera di modernizzazione: creò una rete ferroviaria e di canali per l'irrigazione, diede impulso all'istruzione pubblica, fondò numerosi istituti culturali e incoraggiò gli studi nazionali di egittologia. L'apertura del canale di Suez fu solo il culmine della sua attività. Indebolito dal deficit pubblico e dalle pesanti ingerenze franco-inglesi per la gestione del canale, inviso all'impero ottomano per il suo appoggio ai movimenti nazionalisti, nel 1879 Ismail Pascià fu costretto ad abdicare in favore del figlio e a ritirarsi in esilio.