Nei bassorilievi del Tempio Malatestiano a Rimini (1449-1457), tra cui si può ammirare questa Venere, lo scultore fiorentino Agostino di Duccio dà prova del suo stile più maturo, improntato a un raffinato linearismo di matrice tardogotica. L'influsso della contemporanea arte rinascimentale toscana rimane limitato alla scelta e all'elaborazione figurativa dei soggetti, tratti in gran parte da temi storici e mitologici greci; il difetto di volume e di consistenza plastica e la scarsa cura nella rappresentazione della profondità spaziale denunciano il carattere essenzialmente decorativo di quest'opera.