Martin Heidegger fu allievo del fondatore della fenomenologia Edmund Husserl. Nella sua opera maggiore, Essere e tempo (1927), Heidegger esplorò con approccio nuovo uno dei problemi cruciali della filosofia: la possibilità della ricerca di un senso per l'essere umano e la sua presenza nel mondo, attraverso l'analisi delle strutture fondamentali dell'esistenza. Nelle opere successive, il filosofo tedesco formulò un'acuta critica del pensiero occidentale, e del suo distacco da una profonda comprensione dell'essere quale era stata elaborata dai primi filosofi greci. L'impostazione analitica di Heidegger influenzò in modo determinante l'esistenzialismo di Jean-Paul Sartre.