Il programma del futurismo, delineato da Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del 1909, inizialmente riscosse l'adesione di numerosi artisti e intellettuali europei di varia estrazione ideologica, tutti accomunati dal rifiuto della tradizione, da una forte carica antiborghese e dall'entusiastica adesione al mito della tecnologia. In breve tempo, tale approccio assunse connotazioni nazionalistiche e fortemente antidemocratiche, identificandosi con l'ideologia fascista, alla quale Marinetti aderì con entusiasmo.