Esponente della Destra storica, Antonio Salandra fu eletto presidente del Consiglio nel marzo 1914 dopo le dimissioni di Giovanni Giolitti. Egli dovette fronteggiare sul piano interno un'ondata di scioperi e insurrezioni passata alla storia come "settimana rossa". Allo scoppio della prima guerra mondiale dichiarò dapprima la neutralità ma stipulò poi il patto di Londra con le potenze dell'Intesa, in base al quale l'Italia entrò in guerra il 24 maggio seguente. Fu costretto a dimettersi nel giugno 1916 dopo che l'offensiva austriaca nel Trentino - la Strafexpedition - piegò il fronte italiano.