Il Roman de la Rose di Jean de Meun è la vastissima continuazione dell'omonimo romanzo in versi di Guillaume de Lorris, della prima della metà del XIII secolo. L'originale tema allegorico dell'amore cortese che caratterizza la prima parte del romanzo viene profondamente modificato in senso realistico da Jean de Meun, autore assai più aperto alle influenze della nuova cultura urbana e borghese che si andava affermando negli ultimi decenni del Duecento. Proprio questo spiccato carattere di attualità ha garantito un enorme successo all'opera, considerata vero capolavoro del suo tempo e presa a modello da molti autori europei. Fra questi, Dante che al Roman de la Rose di Jean de Meun si ispirò direttamente nella stesura di una sua opera giovanile, Il Fiore, attribuitagli dalla critica solo da pochi decenni. Da un manoscritto quattrocentesco del Roman de la Rose, oggi conservato al Musée Condé di Chantilly, è tratta questa miniatura che raffigura una delle più celebri coppie di amanti del Medioevo: Abelardo ed Eloisa.