| Illustre uomo politico, Lorenzo de' Medici (1449-1492) fu uno degli animatori della vita culturale e mondana di Firenze. Per il carnevale del 1490, il Magnifico scrisse questa celebre canzona, destinata al canto corale e al ballo. Nel componimento, lo schema tradizionale cristiano, secondo cui l'incertezza del proprio destino dovrebbe indurre alla penitenza e all'espiazione, risulta completamente stravolto; l'autore invita infatti a cogliere l'attimo fuggente del piacere e della gioia di vivere, senza troppi interrogativi su un futuro incerto e vago. |