La china è nota soprattutto per la sua corteccia, dalla quale si ottiene il chinino, un importante preparato antimalarico. La prima testimonianza dell'uso del chinino risale al 1630, a opera dei gesuiti delle missioni peruviane. Probabilmente, i nativi della regione andina già conoscevano l'impiego della corteccia della Chinchona: una leggenda locale narra di un indigeno colpito dalla malaria e guarito improvvisamente dopo avere bevuto l'acqua di una pozza in cui era caduto un albero di china. L'albero, noto come Quina quina, deve la sua denominazione scientifica a Linneo che, nel 1742, gli diede il nome della contessa di Chinchon, moglie del vicerè del Perù e prima europea a curarsi dalla malaria con l'estratto di china.