Rudolf Carnap, uno dei maggiori esponenti del neopositivismo, fu un implacabile avversario della speculazione metafisica. Richiamandosi alla distinzione tra proposizioni logico-matematiche, che sono sempre vere, avendo uno statuto analitico, e proposizioni empiriche, che sono descrittive e sintetiche, Carnap conclude che le proposizioni metafisiche non appartengono a nessuna di queste due categorie. Cacciata dal regno delle proposizioni dotate di senso, la metafisica viene svuotata di qualsiasi contenuto conoscitivo: essa diviene semplicemente l'espressione di uno stato d'animo che affonda le radici nell'emotività piuttosto che nella realtà empirica.