Questo esperimento fu ideato nel 1887 per misurare la velocità della Terra rispetto all’etere. Esso consisteva nel dividere, mediante uno specchio semiriflettente, un raggio luminoso in due raggi distinti a cui far compiere cammini uguali ma perpendicolari. Nell'ipotesi che la velocità di moto della Terra influenzasse la propagazione della luce, si sarebbe dovuto osservare una figura di interferenza nel rivelatore. L’esito negativo dell’esperimento aprì la strada alla formulazione della teoria della relatività di Einstein e permise di concludere che l'etere non esiste.