Saffo, la più famosa poetessa dell'antichità, qui ritratta in un affresco rinvenuto a Pompei e ora conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fu definita da Platone la decima Musa. Le sue liriche amorose sono espressione di un sentimento struggente di ricordo e rimpianto del passato. Da lei prese il nome la forma metrica dell'endecasillabo saffico, molto usata anche nella poesia latina e ripresa e adattata dal Carducci nelle Odi Barbare.