Fino alla metà del Novecento molti scienziati ritenevano che tutti gli individui appartenenti a una determinata razza fossero distinti da tratti somatici tipici, soggetti solo in misura molto ridotta a possibili variazioni. Ciò sembra essere contraddetto da questo gruppo di aborigeni australiani, due dei quali hanno capelli biondi, caratteristica che un tempo si pensava esclusiva delle cosiddette razze caucasiche. L'attuale orientamento dell'antropologia tende a ritenere che anche all'interno di una razza vi possa essere un elevato grado di variabilità genetica, talvolta maggiore di quello che esiste tra razze differenti; gli individui vengono comunque accomunati in uno stesso gruppo razziale poiché si tiene conto di molteplici fattori, tra cui anche quelli di natura sociale e culturale.