Nonostante la qualifica di "scrittore ufficiale" accordatagli dal regime albanese, Ismail Kadaré ha posto al centro della sua produzione letteraria la denuncia del totalitarismo, espressa attraverso la rielaborazione del patrimonio di leggende, tradizioni e miti non solo dell'Albania, ma anche della cultura occidentale. Le sue opere, conosciute all'estero a partire dal 1970 e tradotte in moltissime lingue, associano il rispetto dei canoni narratologici tradizionali alla capacità di innovazione stilistica e linguistica.