La coltura dell'olivo (Olea europaea) in Puglia è diffusa nelle Murge, un altopiano calcareo caratterizzato da fenomeni carsici, e soprattutto nel Salento, dove risale al VII secolo a.C. Nel IV secolo a.C. l'olio salentino aveva conquistato anche l'Oriente; sembra che l'afflusso in terra pugliese di popolazioni greche abbia contribuito al miglioramento delle tecniche di produzione olearia. Dopo le distruzioni causate dalle dominazioni barbariche, a partire dall'VIII secolo d.C., con l'arrivo dei saraceni (che introdussero la nota oliva "saracena" o "cellina"), l'olivicoltura conobbe una crescente espansione. Nel Seicento, molte zone di macchia mediterranea tra Gallipoli e Lecce furono sostituite da "chiesure", cioè appezzamenti a oliveto recintati. La Puglia contribuisce oggi per oltre un terzo alla produzione nazionale di olive e di olio; ad alcune varietà particolarmente pregiate di olio extravergine pugliese è stato attribuito il marchio DOP (denominazione di origine protetta).