Il nome di Michelson è legato a quello dell'interferometro di sua invenzione, lo strumento ottico con cui, insieme a Edward Morley, realizzò il celebre esperimento passato alla storia come la prova dell'inesistenza dell'etere. L'esperimento era stato concepito in realtà per fornire una conferma all'ipotesi dell'etere, ma il suo esito non era stato quello sperato; in seguito risultò invece in perfetto accordo con la teoria della relatività einsteiniana che, come è noto, non ammette nessun sistema di riferimento assoluto, e quindi neanche quello dell'etere fisso.