Nel corso delle migrazioni stagionali, che avvengono in primavera o in autunno, le diverse specie di uccelli migratori seguono le direttrici che permettono il raggiungimento dei quartieri di riproduzione o di svernamento con il minore dispendio di energie; in base alla propria conformazione e soprattutto alle caratteristiche delle ali, sfruttano la presenza di valichi e distese d'acqua alla ricerca delle correnti più favorevoli, sollevandosi grazie alle correnti d'aria calda ascendenti (le cosiddette termiche) e scivolando fino alla termica successiva o fino a zone dove possono posarsi temporaneamente. L'istintiva percezione della rotta dei migratori, però, ha dovuto confrontarsi con molti fattori imprevisti dovuti all'azione antropica sull'ambiente: i processi di riassetto territoriale, il prosciugamento di molte zone umide, l'inquinamento dell'aria e delle acque e l'uso di pesticidi hanno influito pesantemente sulla possibilità dei migratori di seguire le consuete direttrici e di trovare siti adatti alla sosta e al rifornimento di cibo. La costanza delle direttrici migratorie ha purtroppo favorito, nel caso di alcune specie, attività illecite di bracconaggio.