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Una delle vicende più struggenti della Gerusalemme Liberata è l'amore fra Tancredi, eroe dell'esercito cristiano, e Clorinda, la donna guerriera degli infedeli. Nel canto XII, per una serie di fatali equivoci, i due amanti arrivano a fronteggiarsi in un duello mortale, al termine del quale Tancredi ferisce a morte l'amata, senza riconoscerla. In questo passaggio, i versi tasseschi svelano tutta la delicata femminilità di Clorinda, che fino a poco prima si era battuta con energia e fierezza virili. E insieme alla fragilità, emerge la sensualità di quel bel seno e di quella delicata veste trafitti dalla spada: una delle immagini più suggestive del capolavoro di un poeta intenzionato a esaltare le imprese guerresche degli eroi della fede, ma più che mai sensibile ai sentimenti umani e alla bellezza femminile.