Il bellissimo Adone, amato da Afrodite, morì ucciso da un cinghiale mandato da Ares, geloso della dea. Sebastiano del Piombo interpreta il mito in una tela del 1512 (conservata nella Galleria degli Uffizi a Firenze, e danneggiata nell’attentato al museo del 1993), nella quale la rappresentazione paesistica e la resa atmosferica rivelano l’influenza di Giorgione. L’incarnato e la salda plasticità delle figure in primo piano derivano invece dalla maniera michelangiolesca, alla quale l’artista aderì maggiormente negli anni a seguire.