Soprannominato "Fapresto" per la velocità e la facilità con cui eseguiva le sue opere, Luca Giordano rinnovò la pittura barocca napoletana innestandovi spunti e suggestioni attinte dai diversi ambienti artistici da lui frequentati (fu a Roma, Bologna, Parma, Firenze, Venezia, e a Madrid presso la corte di Carlo II di Spagna). In questo olio del 1670 (Montecassino, Abbazia), un impianto compositivo e figurativo di ascendenza classicista si arricchisce di elementi cromatici e luministici derivati dall’arte veneta, in particolare da Tiziano e Veronese.