Naturalista eclettico e geniale, Jean-Baptiste de Lamarck si applicò a numerose discipline, dalla geologia alla medicina, dalla meteorologia alla chimica. Il suo nome è però legato soprattutto alla sua teoria evolutiva, basata sul concetto di "uso e disuso delle parti" e di "ereditarietà dei caratteri acquisiti", che non incontrò molti sostenitori; in particolare, suo detrattore fu il naturalista Georges Cuvier, suo connazionale e convinto propugnatore della fissità delle specie, ovvero dell'immutabilità delle forme viventi. La monumentale opera di Lamarck sugli invertebrati costituì per molto tempo un fondamentale riferimento per gli studi naturalistici.