Tra i comandanti più influenti della guerriglia antisovietica afghana, dopo il crollo del regime di Najibullah nel 1992, Ahmed Shah Massud fu ministro del governo instaurato dai mujaheddin, e prese parte alla violenta guerra civile che scoppiò tra questi nel 1993. Nel 1996, costretto a lasciare Kabul dall'avanzata dei taliban, si rifugiò nella valle del Panshir, da dove organizzò un'efficace resistenza al nuovo regime. Popolarissimo tra i tagiki, cadde vittima di un attentato solo due giorni prima del clamoroso attacco terroristico lanciato contro gli Stati Uniti l'11 settembre 2001.