Negli anni Novanta del Novecento registi iraniani come Abbas Kiarostami (nella foto), Mohsen Makhmalbaf e Jafar Panahi iniziarono a essere conosciuti e apprezzati nel mondo occidentale, grazie alla partecipazione ai festival cinematografici internazionali. Kiarostami, che aveva iniziato a girare film negli anni Settanta ma che restò sconosciuto fuori dai confini del suo paese fino alla fine degli anni Ottanta, fu il primo iraniano a vincere la Palma d'Oro a Cannes, con Il sapore della ciliegia (1997). Tra i suoi lungometraggi, caratterizzati da un'analisi lucida e a volte beffarda della condizione umana, ricordiamo: Dov'è la casa del mio amico? (1987), Close-up (1990), Sotto gli ulivi (1994), Il vento ci porterà via (1999) e Dieci (2002).