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In cima al colle Pancrazio, in un quartiere medievale a pochi passi dal centro di Cosenza dove si trova la maggior parte delle testimonianze storiche della città, sorge il Castello Svevo, dimora di Luigi III d’Angiò e di Margherita di Savoia e prima ancora di Federico II di Svevia. Oggi è sede di spettacoli ed eventi culturali, soprattutto nella stagione estiva. Ecco come lo descrive la Guida Rossa Basilicata e Calabria del Touring Club Italiano.
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Un primo nucleo del maniero risale forse al secolo X, ad opera dei Saraceni; in epoca normanna sembra abbia ricevuto già una trasformazione. La prima ristrutturazione ancora oggi individuabile si dovette a Federico II di Svevia: pare che vi dimorasse il figlio di Federico, Enrico VII lo Sciancato. Da fortilizio, l'edificio divenne dimora reale sotto gli Angioini e fu ampliato con l'aggiunta del piano superiore e la creazione di una cappella. Il castello, in cui Alfonso d’Aragona trascorse parte della sua adolescenza, nel Cinquecento divenne sede di un comando militare; nel 1638 ebbe inizio la decadenza con un terremoto che fece rovinare gli appartamenti al piano superiore, due baluardi e una torre. Altre rovine si aggiunsero per i terremoti del 1640 e del 1659. Nel Seicento la costruzione fu adattata a seminario; tra Ottocento e Novecento i terremoti ridussero l'antico castello allo stato attuale. Di recente è stato oggetto di lavori di restauro.
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Altre risorse |
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La torre ottagonale risale all'epoca sveva; del periodo angioino rimangono gli stemmi, col rastrello e il giglio nelle serraglie di alcuni vani del lato meridionale. Nel chiostro interno si distinguono ancora gli adattamenti borbonici, dell'epoca in cui il castello divenne penitenziario. Vi si abbraccia un ampio panorama sulla conca di Cosenza, i casali sparsi e i contrafforti della Sila.
In fondo alla via Portapiana è la chiesa di Santa Maria della Sanità, costruita nel 1481, restaurata nel 1759. Ha un portale in tufo di Mendicino, opera di artigiani di Rogliano del Settecento. All'interno si trovano resti di affreschi del Quattrocento, un grande Crocifisso ligneo del secolo XVI e, in sagrestia, una statua lignea raffigurante la Vergine della Sanità.
Guida d’Italia. Basilicata e Calabria, Touring Club Italiano, Milano 1980.
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