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Ludovico il Moro, grande mecenate che accolse alla sua corte i più insigni artisti del suo tempo, stabilì la sua residenza a Vigevano, dove era nato nel 1452 e dove sorgeva la residenza estiva degli Sforza, un imponente castello costruito sulle fondamenta della preesistente fortezza. Come ingresso al maestoso castello sforzesco fece realizzare la Piazza Ducale, un autentico salotto, mirabile esempio di architettura rinascimentale su cui svetta la torre del Bramante, unico elemento verticalizzante nello scenario di linee basse e orizzontali suggerite dal portico ad arcate che chiude la piazza su tre lati. Ecco una breve descrizione della piazza e del castello, tratta dalla Guida Rossa Lombardia del Touring Club Italiano.
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Piazza Ducale, iniziata da Ludovico il Moro verso il 1490 demolendo parte dell'abitato medievale e immaginata come corte del proprio palazzo, rappresenta “uno dei vertici urbanistico-spaziali del Rinascimento”. È il primo esempio, compiutamente realizzato, di spazio architettonico unitario, già tentato da Filippo Brunelleschi a Firenze, secondo un programma di rielaborazione laica del chiostro monastico.
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Altre risorse |
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Si può legittimamente supporre che l'idea generale maturasse, alla corte del Moro, nelle discussioni e nei suggerimenti di Leonardo da Vinci e di Bramante, mentre l'esecuzione artigianale (volte, archi, capitelli, colonne del triplice porticato sono spesso di dimensioni differenti) è dovuta a maestranze locali, forse dirette dall'ingegnere ducale Guglielmo da Camino o, secondo un documento del 1492, da Ambrogio de Curtis.
Nel 1680 il vescovo spagnolo Juan Caramuel de Lobkowitz fa demolire la rampa che, sotto la torre, consentiva a cavalli e carrozze di salire al Castello, e costruisce una nuova facciata al Duomo, in asse con la piazza anziché con l'interno dell'edificio: in questo modo lo spazio cambia significato urbanistico e da corte visibilmente dipendente dal Castello diventa sagrato della chiesa. La sistemazione del selciato è ottocentesca; il rifacimento della decorazione pittorica degli edifici, eseguito su scarsi resti di precedenti pitture, del 1902.
Il Duomo, il cui prospetto barocco chiude il lato est della piazza, fu ricostruito nel 1531 (a eccezione dell'abside e del coro, rimasti dalla costruzione del 1364 dovuta a Bartolino da Novara) su progetto di Antonio da Lonate e terminato nel 1606, salvo la cupola che è del 1716. La torre campanaria, più antica, era forse parte delle fortificazioni del Castello. La facciata, eseguita dal 1680, è scompartita in quattro settori, uno dei quali maschera una via laterale, anomalia questa resa necessaria dalla scelta di creare un fondale scenografico alla piazza. Anche le sproporzioni del partito architettonico sono in funzione dell'ingegnoso accorgimento di mascherare la disposizione del tempio non ortogonale alla piazza e di subordinare alla forma di questa il disegno avvolgente e perfettamente centrato del prospetto.
Il Castello, posteriormente alla cortina dei portici meridionali e annunciato dalla torre detta del Bramante perché da lui trasformata sullo scorcio del Quattrocento, era così vasto da ospitare l'intera corte milanese. Iniziato nel 1345 da Luchino Visconti sul sito, emergente una decina di metri, del primitivo nucleo fortificato, fu trasformato cinquant’anni dopo da un altro Visconti, Il duca Gian Galeazzo, e nel Quattrocento da Galeazzo Maria Sforza, quindi perfezionato, grazie alla collaborazione di Bramante, da Ludovico il Moro. La rampa inclinata che, superando un dislivello di 7 metri, collegava piazza Ducale alla base della torre fu soppressa dal vescovo Juan Caramuel de Lobkowitz.
All'interno, articolati restauri hanno rivelato le fasi e stratificazioni costruttive succedutesi dal 1345 al 1854-1867, allorché Ludovico Inverardi operò per il genio militare la più recente ristrutturazione del complesso. Da destra si vedono: i tre fabbricati, posti a semicerchio, delle Scuderie, costruite nel secondo secolo XV, con interni divisi in tre navate da due file di colonne; la maggiore, lunga 94 metri, fu eretta da Ludovico il Moro (1492) ed è raffigurata probabilmente in un disegno di Leonardo da Vinci. Segue la tardo-quattrocentesca Falconiera, collegata mediante una loggia aerea di undici eleganti arcate a una delle due ali sporgenti del maschio o Palazzo Ducale, una delle parti originarie del Castello visconteo, ridefinito in epoca sforzesca e contenente resti di affreschi del XV-XVI secolo; il triplice ordine di bifore ogivali appartiene ai rifacimenti neogotici dell'Inverardi. Sul retro del palazzo fu costruita nel tardo secolo XV la Loggia delle dame, visibile dalla retrostante via Ruberia, l'unico edificio di chiaro ancorché non documentato carattere bramantesco. Nella torre principale del maschio è il passaggio che consente l'accesso alla Strada sopraelevata, realizzata dal 1347, probabilmente da Giacomo da Cozzo e Giovanni da Ferrara, che, lunga 163 metri e larga 7, raccordava il Castello alla più bassa Rocca vecchia, un rivellino munito di torri e ponte levatoio risalente alla prima fase costruttiva dell'apparato fortificato ma già decaduto a metà XV secolo e ora quasi completamente scomparso.
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Guida d’Italia. Lombardia, Touring Club Italiano, Milano 1999.
Compare in
Vigevano; Sforza; Ludovico il Moro
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